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Atmosfere sospese in un tempo incantato

Intimità e mistero sono le prime sensazioni che si provano di fronte alle fotografie di Andrea Bertani per scelta di indagare e svelare “ un tempo non tempo “ che appartiene alla dimensione lacustre, creando atmosfere rarefatte e sospese. La riflessione estetica, che sottende apparentemente questo profilo, lascia spazio ad uno sguardo compositivo che con semplicità vuole raccontare l’esistenza segreta di una provincia, quella di Varese, dalla sponda del Lago Maggiore, raggiungendo equilibri formali e compositivi misti a scorci, dettagli, visioni, che colpiscono, non tanto per la loro aderenza alla realtà, quanto per la potenzialità esistenziale e poetica delle stesse.

Immagini evocative e seducenti quelle dei gabbiani a riposo sui pali affioranti nel lago, o le splendide atmosfere crepuscolari che rasserenano lo spirito, gli specchi d’acqua morbidamente accarezzati da una sottile brezza di ventoe, ancora, la forza comunicativa di una panchina, che accoglie lo stato di attesa di chi, immerso nei suoni e nei ritmi della natura, si lascia ammaliare dalle infinite variazioni della luce.

La fotografia svela non solo lo sguardo dell’autore ma anche la cosiddetta quinta dimensione, quella che ci separa dalla realtà interiore per penetrare nelle pieghe di una realtà metafisica.

Le immagini scorrono pertanto in sequenza, su tracce di lembi di vissuto, suggerendo un dialogo mistico tra l’uomo e il paesaggio, tra luce ed ombre e crepuscolo dalle tinte tenui riscaldate, a tratti, da toni caldi, elargendo allo sguardo curioso, un viaggio introspettivo tra i più affacinanti nella Provincia di Varese.

                           A. Musumeci

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